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Viareggio e la Versilia |
Viareggio, capitale della Versilia
Viareggio e lo stile liberty
Il viale Regina Margherita a Viareggio, dedicato alla prima regina d'Italia Margherita di Savoia, fu inaugurato nel 1902 con la costruzione di tutta una serie di padiglioni di legno destinati ad ospitare bagni, caffè, negozi, ingressi a stabilimenti balneari. Tale tipo di particolare architettura "effimera" comportava la continua modificazione ad ogni stagione estiva. Nel 1917 un furioso incendio devastò l'intera passeggiata, di cui oggi poco rimane, e l'epoca degli chalet lignei giunse bruscamente a termine. La ricostruzione dell'area fu affidata principalmente agli architetti Galileo Chini (1873-1956) e Alfredo Belluomini (1892-1964), che inaugurarono una peculiare tendenza di gusto assurta poi a caratteristica di Viareggio. Lo stile liberty (meglio dire Art Decò) d'inizio secolo, caratterizzato da decorazioni in ceramica e vetro, si fonde a motivi e strutture orientali, di ascendenza indio-islamica, addirittura cinese. Pagode, cupole a cipolla, minareti, vetri dipinti, marmi pitturati, ceramiche colorate a squame, ville a piani degradanti e strutture curvilinee, policromia e sincretismo formale evocano suggestivamente paesaggi nord-africani o arabi e orientali, risentendo delle forti fascinazioni visive provate durante i viaggi nel Siam dell'architetto Chini. Viareggio come un bazar orientale.
Lo Chalet Martini
Lo Chalet Martini è l'unico edificio superstite dell'incendio che distrusse il Viale Regina Margherita nel 1917. Fu inaugurato nel 1899 su progetto di Modesto Orzali e rappresenta il prototipo di architettura lignea tipico della passeggiata. Adibito come negozio di articoli vari di fantasia, commissionato da Samuele Martini di Lucca, la struttura di legno della costruzione, con i suoi esili pilastri su muratura, l'alto frontone dell'insegna, gli archi ribassati della galleria perimetrale aperta, gli effetti di controluce e le decorazioni del soffitto ispirata a temi orientaleggianti in oro e azzurro (opera di Tito Chini), rievocano suggestivamente la sua derivazione nipponica.
Bagni Bertuccelli e Martinelli
Il primo tratto della passeggiata di Viareggio si conclude con i due padiglioni gemelli dei Bagni Bertuccelli e Martinelli, costruiti nel 1928 e nel 1931 dagli architetti viareggini Leonzi e Puccinelli. Con la possente struttura tripartita con decorazioni a stucco e modanature in tardo stile liberty viareggino, si adeguano agli stilemi orientaleggianti tipici del Viale Regina Margherita con le cupole a bulbo centrali, rivestite di copertura a squame d'ispirazione moresco-islamica.
Bagno Balena
L'attuale padiglione Balena sorge sul luogo dove un tempo esisteva la costruzione lignea protesa sul mare di Labano e Dante Balena (1874). Nel 1928 gli architetti Belluomini e Chini, pur mantenendo l'originale struttura tripartita con percorso centrale, progettano un edificio in stile moresco-islamico, con gioco di masse e composizione tale da rimandare a riferimenti neo-greci, egiziani e mesoamericani. Decorazioni in ceramica invetriata e ornamenti floreali simili a pietre dure impreziosiscono la facciata con grande rosone di vetro a piombo raffigurante una balena.
Gran Caffè Margherita
Il padiglione del Gran Caffè Margherita, costruito nel 1929 dagli architetti Chini e Belluomini sui resti di una precedente struttura in legno, è un locale per caffè-concerto con sale aperte e comunicanti adibite al biliardo, la gelateria con veranda, la sala da tè. Le due cupole a cipolla rimandano ad una architettura moresca indio-islamica, con il loro policromatismo scintillante di giallo, verde, beige su ceramiche e tegole a scaglie riflettenti. Decorazioni interne in gesso, motivi geometrici in stucco, vetrate policrome, soffitto a cassettoni lignei, arabeschi con pigmenti dorati e motivi orientaleggianti costituiscono il ricco apparato scenografico interno.
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